Silvia Bellotto

     Igienista Dentale

Test Salivare per valutare la Cariorecettività.

La carie è una malattia INFETTIVA, TRASMISSIBILE, a carattere cronico – degenerativo che interessa i tessuti duri dentali con distruzione degli stessi.

 

E’ di origine multifattoriale: le cause che la provocano sono molteplici:

 

  • Placca batterica e microrganismi
  • Suscettibilità dell’ospite
  • Igiene orale scarsa
  • Abitudini viziate
  • Alimentazione scorretta

 

In particolare i batteri principali responsabili della carie sono lo streptococcus mutans e i lactobacilli.

 

La carie rappresenta purtroppo ancora oggi una delle patologie più diffuse nella popolazione, particolarmente in età pediatrica.

 

La sua incidenza, secondo alcune recenti indagini epidemiologiche, è del 21,6% a 4 anni e del 43,1% a 12 anni. Sono dati allarmanti che spingono i professionisti sanitari quali l’odontoiatra e l’igienista dentale a lavorare in sinergia per abbassare questi valori.

 

Oggi risulta fondamentale soprattutto per i giovani pazienti la PREVENZIONE, di pertinenza nello specifico dell’igienista dentale, figura professionale formata mediante laurea triennale.

 

Il percorso di prevenzione della patologia cariosa non può essere standardizzato a tutti i pazienti ma deve essere costruito sul paziente in modo specifico in base alle carenze che emergono.

 

Un valido alleato per comprendere le esigenze di ogni individuo rispetto alla suscettibilità alla carie sono i TEST SALIVARI.

 

Questi test permettono di raccogliere dati specifici riguardo a batteri – qualità e quantità della saliva – abitudini alimentari – condizioni del cavo orale.

 

Al paziente viene chiesto di raccogliere la saliva nel corso 5 minuti in un bicchiere millimetrato. In questo modo si può capire se il flusso salivare è ridotto oppure no. Un flusso salivare scarso infatti è tra le cause che promuovono la possibilità di sviluppare lesioni cariose.

 

Con la saliva raccolta poi si verifica il suo POTERE TAMPONE, ossia la capacità di riequilibrare il pH del cavo orale. Viene prelevata una piccola quantità di saliva tramite una pipetta; il liquido viene poi rilasciato su una particolare striscia – test che, dopo circa 5 minuti cambia colore. Il viraggio cromatico viene interpretato mediante confronto con un’apposita tabella - guida fornita con il test. Se il pH salivare risulta acido c’è maggior rischio di sviluppare lesioni cariose in quanto lo smalto dei denti è maggiormente esposto agli attacchi batterici promossi proprio da questo ambiente acido.

 

La saliva viene poi messa su due terreni di coltura ed incubata per 48 ore per valutare la crescita batterica di streptococcus mutans e lactobacilli.

 

Al paziente viene inoltre proposto un questionario specifico per capire le sue abitudini alimentari.

 

Viene infine eseguito un controllo del cavo orale valutando quanti denti sono mancanti, otturati o cariati (indice DMFT) e il grado di igiene orale domiciliare in base alla presenza o meno di placca e tartaro.

 

Alla fine del test si ottiene un punteggio che ci indica quante volte è necessario vedere il paziente nell’arco dell’anno e in base alle carenze in ciascun settore si danno consigli specifici e si costruisce un protocollo di prevenzione su misura per il paziente. In questo modo possiamo essere maggiormente sicuri dell’efficacia di tali manovre per il benessere dei nostri pazienti.

 

 

 

Dr.ssa Silvia Bellotto

 

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